Ho immaginato le rotaie del treno come fossero una passerella di sfilata e mi sono tornati in mente i volti dei locomotori che vedevo avvicinarsi mentre ero in attesa al binario sulla pensilina. Un po’ come quando da bambino, mi chinavo supino sul plastico del trenino per vedere il convoglio venire verso di me dalla sua stessa altezza.
LOCOMOCKUP è una serie di ritratti frontali dedicati ai “volti” dei locomotori.
Non schede tecniche, non celebrazioni ingegneristiche, ma esercizi di maquillage visivo: interventi minimi, calibrati, quasi cosmetici, applicati a macchine nate per tutt’altro scopo.
Come nel make-up di moda, anche qui il volto viene isolato, spogliato dal contesto,
portato in primo piano e reso icona. Proprio come i “volti”di quei locomotori che si riconoscevano da molto lontano prima ancora che venissero annunciati in stazione dai megafoni.
La collezione nasce da uno sguardo laterale: quello di chi ha conosciuto il treno come desiderio di emancipazione, di esperienza quotidiana o come promessa e metafora di un’avventura mai completamente mantenuta. Colore, simmetria, frontalità e sottrazione trasformano ogni locomotore in un volto truccato con precisione chirurgica: nulla di superfluo, nulla di realistico, tutto intenzionale.
Tavole decorative in piccolo formato.
Pannellatura in compensato di pioppo con stampa digitale.
Cornice in multistrato di betulla o di pioppo.




























